

Studenti a lezione di “Il dissenso: Libertà o Reato?” Il dibattito in aula accende "Parole di Giustizia", giunto alla quinta edizione. Il Festival “Parole di Giustizia”, promosso dall’Università di Urbino “Carlo Bo” e dal Comune di Pesaro, è dedicato al tema della libertà nelle sue molteplici forme e della tutela delle Opere d’Arte.
Venerdì 10 ottobre 2025, l’aula magna del nostro Liceo è gremita di studenti e studentesse delle classi IVA, IVE e IIID. Sguardi attenti e un silenzio quasi reverenziale, rotto solo dall’alternarsi degli interventi dei relatori. Non è una scena di ordinaria vita scolastica, ma il cuore pulsante dell'evento "Parole di Giustizia", che quest'anno ha visto protagonisti gli studenti del Liceo Mengaroni, chiamati a confrontarsi su un tema tanto spinoso quanto affascinante: "Il dissenso: libertà o reato?". Un'occasione unica per i giovani di dialogare con accademici e dottorandi penalisti, trasformando per un giorno l’aula scolastica in un laboratorio di cittadinanza attiva.
L'iniziativa, promossa nell'ambito del noto festival dedicato ai temi del diritto e della società, ha messo al centro del dibattito una delle questioni fondamentali di ogni democrazia. Può una società definirsi libera se non tutela il diritto a dissentire? E dove si colloca il confine, a volte labile, tra la legittima espressione di un'opinione contraria e un atto che infrange la legge?
Ad aprire i lavori è stato un intervento della professoressa Chiara Gabrielli, che ha subito catturato l'attenzione della platea, illustrando gli obiettivi del Festival ‘Parole di Giustizia’. Andrea Zampini, ricercatore del Dipartimento di Giurisprudenza di Urbino, ha tracciato un percorso storico sul valore del dissenso, passando per le suffragette e i movimenti per i diritti civili. "Il dissenso non è un incidente di percorso della democrazia, ma il suo motore", ha sottolineato Marco Di Donato, uno dei relatori e dottorando di Diritto penale presso l’Università di Verona, ricordando come molte delle conquiste sociali e civili di cui oggi beneficiamo siano nate da atti di rottura e di disobbedienza civile.
Particolarmente apprezzato è stato il format dell'evento, che ha alternato la lezione frontale ad un workshop interattivo, dialogando con gli studenti, sui temi inerenti alle manifestazioni ambientaliste che danneggiano opere d’arte italiane, fino alle forme di dissenso in piazza. Guidati da esperti, i ragazzi si sono cimentati nell'arduo compito di "giudici", argomentando le proprie tesi e confrontandosi sulle implicazioni legali ed etiche di ogni situazione.
L'evento si è concluso con un impegno corale: quello di portare la discussione all'interno delle rispettive aule, per continuare a coltivare quel seme del dubbio e del pensiero critico che è l'essenza stessa del dissenso e, in definitiva, di una cittadinanza piena e consapevole. Una lezione che, per questi studenti, è andata ben oltre i libri di testo, lasciando un'impronta sul loro percorso di formazione non solo come studenti, ma come cittadini del domani.