La Mediazione Familiare come "Cultura di Pace": A Pesaro un Convegno sul Disagio Giovanile


Si è tenuto venerdì pomeriggio, nella Sala del Consiglio del Comune di Pesaro, il convegno dal titolo “La prevenzione del disagio giovanile nella mediazione familiare”. L'iniziativa, promossa dal Liceo Artistico Mengaroni in collaborazione con il Comune di Pesaro e l’AEMeF (Associazione Europea di Mediazione Familiare), ha acceso i riflettori su un tema cruciale: il ruolo del dialogo e della responsabilità genitoriale di fronte alle crisi familiari e alle ripercussioni sui figli adolescenti.
A inaugurare i lavori è stata la Prof.ssa Luciana Forlani, docente presso il Liceo Mengaroni e mediatrice familiare AEMeF. Sottolineando la centralità dell'istituzione scolastica, la professoressa ha affermato: “L’adolescenza è una fase di trasformazione profonda — fisica, emotiva e relazionale — e mai come oggi i giovani si trovano a fare i conti con fragilità e tensioni che spesso affondano le radici proprio nelle dinamiche familiari. La scuola, in quanto luogo in cui i ragazzi vivono maggiormente la loro quotidianità, accoglie per prima il disagio.”
Da qui la scelta del Liceo Mengaroni di farsi promotore di una nuova “cultura della mediazione, che è principalmente cultura di pace”. La Prof.ssa Forlani ha evidenziato come, nelle situazioni di conflitto o separazione genitoriale, il rischio di disagio per i figli cresca, ma allo stesso tempo si apra la possibilità di costruire nuovi equilibri attraverso il dialogo e la mediazione familiare, uno strumento prezioso di ascolto e cooperazione.
I saluti istituzionali hanno offerto spunti di riflessione sull'importanza e le sfide della mediazione nel sistema sociale e giudiziario.
Serena Perugini, Dirigente scolastico del Liceo Mengaroni, ha salutato l'iniziativa come una “novità per la scuola”, finalmente in grado di offrire un aiuto concreto alle famiglie in crisi e ai figli che manifestano le loro problematiche a scuola.
La Presidente del Tribunale di Pesaro, Lorena Mussoni, ha introdotto la figura del mediatore come essenziale nel sistema giudiziario, ricorrendo alla metafora giapponese del Kintsugi per descrivere la ricostruzione della famiglia: riparata, più forte e preziosa nelle sue "fratture" d'oro. La Presidente ha fornito dati significativi: su circa 850 cause di separazione annuali nel Tribunale di Pesaro (tra consensuali e giudiziali), solo 50 si sono rivolte alla mediazione familiare, sottolineando un ampio margine di crescita.
L’intervento dell'Avv. Alessandra Castaldo, Vice Presidente Nazionale A.E.Me.F., ha chiarito le peculiarità del mediatore familiare: un professionista che opera in neutralità, imparzialità e terzietà, formato specificamente in quattro ambiti (psicologico, pedagogico, giuridico e sociologico).
Camilla Murgia, Assessora alle politiche educative del Comune di Pesaro, ha affrontato le strategie di prevenzione del disagio giovanile messe in atto dall'Amministrazione comunale.
Un momento di forte impatto è stato l'intervento dell'Avv. Federico Marchegiani, Presidente "Macroregione Centro" A.E.Me.F., che ha marcato la distinzione tra avvocato e mediatore. L'Avvocato Marchegiani ha richiamato i presenti alla responsabilità genitoriale, ricordando che, se l'amore di coppia può finire, “genitori si rimane tutta la vita”. Il mediatore aiuta i due adulti a passare da "coppia matrimoniale" a "coppia genitoriale".
Il punto focale è stato il diritto dei figli: “non è diritto dei genitori vedere il proprio figlio ma viceversa è un diritto dei figli avere entrambi i genitori”, con la condanna di chi utilizza i figli come "merce di scambio" nei conflitti.
Ha chiuso i lavori la dott.ssa Marcella Tinazzi, già Dirigente Ufficio Scolastico Provinciale e consulente del Ministero dell’Istruzione, che ha posto l'accento sul ruolo della scuola come primo luogo di accoglienza e di cambiamento della mentalità sociale sulla famiglia. La Dott.ssa Tinazzi ha messo in luce una dinamica inedita nella storia: per la prima volta, la tecnologia, lo smartphone e l’intelligenza artificiale hanno creato una generazione (quella attuale) a cui la precedente non può "insegnare niente", una inadeguatezza avvertita con forza dai ragazzi stessi.
Il convegno ha dunque ribadito con forza l'importanza di investire nella mediazione familiare non solo come risoluzione di un conflitto, ma come atto preventivo di tutela dei minori e come fondamentale passo verso una cultura sociale più matura e pacifica.