Cerimonia per la Giornata degli Internati Militari Italiani
Ultima Revisione in data 29 set 2026

Il giorno 23 settembre 2026, presso il Salone Metaurense della Prefettura di Pesaro e Urbino, si è svolta la cerimonia ufficiale per la Giornata degli Internati Militari Italiani (IMI), istituita per legge per ricordare i soldati e i civili che, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, rifiutarono di collaborare con il nazifascismo e furono deportati nei lager.
Tra i tanti interventi di grande valore storico, culturale e umano, grande rilievo ha avuto la partecipazione delle studentesse e degli studenti dei due Licei Artistici di Pesaro e Urbino. In particolare le studentesse e gli studenti della sezione di Arti Figurative del Liceo Artistico Mengaroni di Pesaro si sono distinti per la realizzazione di oltre venti tavole monocrome, disposte a gruppi di quattro su pannelli chiari e realizzate con pigmento bianco su carta vetrata nera. Attraverso lo studio del repertorio fotografico d'epoca, gli allievi hanno raffigurato i momenti della vita all'interno dei campi: scene di internamento e di prigionia, interni, momenti corali, marce, lavoro e viaggi, attraversando i duri passaggi dagli scenari invernali a quelli estivi.
Lavorando proprio sulla percezione del disagio, il percorso grafico ha reso tangibile la sofferenza non solo fisica, ma soprattutto psicologica di questi militari che, dopo l'armistizio del '43, si trovarono improvvisamente soli, catturati dai tedeschi e privati della protezione della patria; gli stessi, con coraggio, diedero vita ad una "resistenza silenziosa" protratta per tutto il tempo della prigionia.
Per accompagnare l'esposizione delle loro opere in mostra, gli alunni hanno proposto al numeroso pubblico presente, una toccante lettura di alcuni testi tratti dai diari di Guidobaldo Rombolini, suggeriti dalla presidente dell'ANPI Matilde della Fornace in collaborazione con il docente prof. Cristiano Carloni. Un momento toccante che ha sottolineato l'immenso valore della memoria scritta: parole appuntate in segreto, nella consapevolezza che nei campi fosse severamente vietato tenere diari; pensieri conservati gelosamente durante quei mesi di internamento e giunti fino a noi per consegnare questo drammatico capitolo della nostra storia alla memoria collettiva. Un pensiero speciale anche ai loro familiari.

Un ringraziamento alle nostre studentesse e ai nostri studenti che guidati egregiamente dai loro docenti proff. Cristiano Carloni e Marco Santoro hanno saputo presentare alla città una parte significativa della nostra storia e i tanti sacrifici di chi ha lottato per la nostra libertà e i nostri diritti.