
Nelle giornate del 27 e 28 gennaio 2026, studentesse e studenti delle classi 3°B e 3°H del nostro Liceo Artistico sono stati protagonisti di un intenso percorso di cittadinanza attiva, trasformando la ricorrenza del Giorno della Memoria, 27 gennaio, in un’occasione di profonda analisi critica e artistica.
Martedì 27 gennaio, presso il Salone Nobile di Palazzo Gradari, nell'ambito del progetto "Voci e volti della Memoria", i ragazzi hanno dato voce e corpo alle testimonianze del processo Eichmann. Non si è trattato di una semplice commemorazione, ma di un esercizio di empatia storica: ripercorrere i racconti dei testimoni che, nel 1961 a Gerusalemme, ruppero il silenzio sul destino degli ebrei d'Europa.
Il lavoro degli studenti si è concentrato sulla complessa figura di Hannah Arendt e sul suo concetto, tanto celebre quanto inquietante, della "Banalità del male". Attraverso riflessioni e approfondimenti, le classi hanno esplorato come l'assenza di pensiero critico possa trasformare un uomo comune in un ingranaggio della macchina dello sterminio.

Il percorso è proseguito il mattino seguente presso la Sala Metaurense della Prefettura, dove le delegazioni degli studenti hanno partecipato alla cerimonia ufficiale. In questo contesto istituzionale, il valore del progetto scolastico ha trovato il suo naturale compimento, sottolineando il legame indissolubile tra la memoria storica e le istituzioni democratiche. La memoria non è un esercizio statico rivolto al passato, ma una lente necessaria per leggere il presente e prevenire l'indifferenza.
Per il Liceo Mengaroni, il Giorno della Memoria rappresenta ogni anno una sfida educativa: tradurre la complessità del male in una consapevolezza nuova. Le studentesse e gli studenti della 3°B e 3°H hanno dimostrato che lo studio di testi filosofici e storici, unito alla sensibilità artistica, è lo strumento più potente per mantenere vive quelle "voci" che il tempo rischierebbe di affievolire.
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